Pianificazione Strategica - Istruzioni per l'uso - Interviste

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Intervista a Mauro Contini

Quartu, un piano strategico comune per l’area vasta

Intervista a Mauro Contini, Sindaco di Quartu Sant’Elena
Cagliari, 18.02.2011
a cura di Andrea Aleardi / ReCS

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Mauro Contini, eletto Sindaco di Quartu Sant'Elena nel maggio 2010, continua l'attività per l'attuazione del piano strategico, avviato dal 2006 e approvato nel giugno 2009, come occasione di crescita e di rinnovamento del territorio, del suo tessuto imprenditoriale, culturale, ambientale e sociale. E' inoltre Presidente dell’Ente Parco Naturale Molentargius Saline, una zona umida di valore internazionale tra le più importanti in Europa, elemento di grande valenza ambientale per l'intera area vasta attorno a Quartu.

  • Coesione territoriale, sociale, culturale, economica. Come si è misurata la sua esperienza di Sindaco nell’affrontare questi temi attraverso gli strumenti, i metodi di lavoro e gli stimoli di visione o pianificazione strategica?
Ritengo che il piano strategico sia uno degli strumenti di maggior importanza per pianificare lo sviluppo di una città, non solo per pianificare ma anche per poter raccogliere le risorse necessarie, e do atto a chi mi ha preceduto di aver approvato il piano, un impegno di attuazione che ho rinnovato durante la campagna elettorale. Ringrazio per il lavoro svolto, prima che io diventassi sindaco, dalla rete dei comuni dell'area vasta, che ha permesso che ci sia stato un ampio confronto tra i vari piani strategici e quindi si stia cercando di fare sistema tutti insieme, per non avere un piano strategico che sia limitato ai confini dei nostri comuni. Nella mia prima esperienza a questi confronti dove ho partecipato alle riunioni che si sono tenute in sede provinciale, da Sindaco appena eletto in religioso silenzio in atteggiamento di ascolto, mi sono reso conto che è importante e basilare andare ad affrontare tutte le emergenze con le poche risorse disponibili e quindi ogni attività che ti porta a razionalizzarne al massimo l'uso, a metterle a sistema assieme a quelle degli altri comuni, è la strada da seguire. Il sindaco di una città, che oggi è il politico di trincea, è quello che deve sentire il disagio di una città e quindi è basilare che si ragioni in questi termini, per dare risposte concrete con le risorse che può attivare.

Questi primi mesi di esperienza di sindaco mi portano a condividere il percorso di pianificazione strategica avviato, ad esserne parte attiva, per promuovere il percorso stesso. Portando l'esempio del Parco Naturale Molentargius Saline, 1.400 ettari all'interno della nostra area vasta, abbiamo amministrazioni che sono governate da figure appartenenti a diverse aree politiche, ma stiamo ragionando ad un progetto comune, certi che quello sia il motore, ragionando su un progetto che non è limitato al proprio confine amministrativo e anche al di là delle singole necessità, date le peculiarità anche diverse presenti nell'area vasta.
Quartu ha un territorio molto ampio, con un'estensione che va in senso orizzontale verso il mare. Sollecitati dalla metodologia di diagnosi della pianificazione strategica e avendo in fase di adeguamento il piano urbanistico abbiamo di recente fatto fare una rappresentazione di quello che è lo stato della città come strumento di confronto in questi momenti importanti di integrazione delle politiche, ad esempio evidenziando come l'incremento urbanistico si apre verso il mare ma permettendo approfondimenti e letture a 360 gradi utili non solo dal punto di vista urbanistico ma soprattutto verso il sociale e per tutte le politiche di governo di una città.

  • Pianificazione strategica come percorso di medio lungo termine: come vi ha permesso di affrontare la crisi congiunturale e quali difficoltà emergono con gli altri strumenti di governo economico del territorio?
Bisogna ammettere che ancora non si vede una vera ricaduta diretta, essendo il piano strategico in una fase iniziale, approvato a fine del mandato precedente e che ancora non ha visto la luce in termini di investimenti effettivi sul territorio. La vera questione è che la crisi e soprattutto gli strumenti legislativi a partire dal patto di stabilità, ci mettono in condizione di non poter avviare questi investimenti sebbene ci sia la disponibilità delle risorse senza poterle mettere in campo. Paradossalmente i meccanismi finanziari attuali ad esempio ci hanno imposto di alienare delle farmacie comunali per poter spendere risorse che sono già nelle casse comunale, perchè alienando si riequilibra il differenziale.

  • Quali le sue valutazioni sul valore dell’appartenenza ad una rete come ReCS e quali in generale le prospettive del fare network tra città anche in una prospettiva di scala maggiore?
Lavorando come si sta lavorando oggi con la Rete delle Città Strategiche ci permette di essere una voce più autorevole anche nei confronti degli enti sovraordinati e del governo nazionale, per poter avanzare le richieste non solo economiche ma anche organizzative, oggi vitali, che vanno nella direzione più strategica per la qualità del governo locale, ad esempio per ottimizzare gli interventi in maniera condivisa con i nostri comuni vicini.


ReCS, luglio 2011 – www.recs.it
 
           
           
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