| ReCS | |||||
Pianificazione Strategica - Istruzioni per l'uso - IntervistePag. 1 di 1
Intervista a Nicola MaffeiL’area vasta Barletta-Andria-Trani: il piano strategico Vision 2020Intervista a Nicola Maffei, Sindaco di Barletta Barletta, 23.09.2011 a cura di Alfredo Esposito / ReCS > formato stampa pdf ![]() Nicola Maffei, Sindaco di Barletta dal 2006, oggi al secondo mandato amministrativo, è ingegnere ed insegnante. E’ tra i promotori del Piano Strategico d’Area Vasta "Vision 2020" che riunisce i Comuni di Barletta, Andria, Bisceglie, Canosa di Puglia, Margherita di Savoia, Minervino Murge, San Ferdinando di Puglia, Spinazzola, Trani e Trinitapoli, facendo leva sul sinergico rapporto tra pubblico e privato attraverso la programmazione, l’attività economica e rilanciando i settori produttivi.
In questo contesto si inseriscono a pieno titolo le programmazioni strategiche che permettono di fruire di risorse comunitarie, oltre che da altri settori, anche se spesso stentano nel convincere la parte privata per accompagnare questi processi di sviluppo e di promozione dei territori. Nell'ambito delle programmazioni strategiche Barletta è stata una delle prime a dotarsi di un piano strategico per il proprio territorio, poi - per necessità ma anche per coniugare i processi di globalizzazione territoriale - il piano strategico è diventato piano strategico di area vasta. Ha preso il nome di Vision 2020 e oggi accomuna tutti i dieci Comuni della nuova provincia Barletta-Andria-Trani. Rappresenta inoltre uno dei dieci piani strategici della Regione Puglia e con esso abbiamo promosso iniziative per favorire la presentazione di progetti di vasta portata e di significative quantità che ha costretto l'equipe di verifica dei parametri di valutazione ad un percorso difficile, alla fine licenziato con il riconoscimento di alcuni progetti a priorità prevalente rispetto ad altri, in alcuni casi già legati a processi di cantierizzazione. La migliore risposta a interrogativi che vengono posti anche all'attuazione di processi di coesione e globalizzazione oggi è insita nella capacità di cantierizzare subito questi progetti e superare quelle difficoltà legate al rilascio di certificazioni e autorizzazioni, che a volte vedono gli enti preposti in posizione conflittuale tra loro e non sinergici a bruciare i tempi come è giusto che sia per quelli che definiamo piani strategici. Il nostro impegno in questa ottica di rafforzamento dei piani e dei contenuti dei piani rimane vivo e attento e ci coinvolge come sindaci, come responsabili del territorio e come responsabili dell'attuazione delle politiche comunitarie.
Sicuramente in questo percorso abbiamo anche da vincere remore culturali o campanilistiche che sullo sfondo molte volte rischiano di penalizzare il piano strategico, che non è di una singola città ma di un territorio, che oggi va sotto il nome di area vasta e diventa il possibile destinatario di risorse non solo comunitarie, indirizzate in un processo di avvicinamento dei popoli, ma anche delle singole popolazioni che si riconoscono nei territori dell'area vasta.
Barletta ha fatto la sua parte all'interno delle progettazioni che riguardano l'intera area vasta e l'esito si concretizza nell'apprezzamento per i progetti presentati, nel riconoscimento con l'accredito per i finanziamenti, ma ci si augura che la risposta migliore possa venire a valle, quando un cantiere traduce in risultato ciò che oggi è sulla carta, restituendo il momento di maggior soddisfazione anche come migliore risposta alla crisi. Auspichiamo fortemente l'intervento privato, ma teniamo alta l'attenzione nelle relazioni che legano le varie istituzioni perché anche in questi processi se c'è sinergia si consegue anche riconoscimento da parte della Regione negli accrediti dei finanziamenti. Se c'è conflittualità o campanilismo non ha senso parlare di piano strategico e si rischia di perdere opportunità, di perdere risorse, di perdere grandi appuntamenti.
Il ruolo di chi oggi all'interno della Rete delle Città Strategiche vive questa esperienza ci porta a formare culturalmente i referenti territoriali ed i propri progettisti verso un'ottica che sposi le peculiarità, le singolarità, le opportunità del proprio territorio ma che stimoli l'iniziativa del privato ad affiancarsi in un mix che è sempre vincente se è saputo cogliere nella maniera più propositiva possibile. ReCS, novembre 2011 – www.recs.it |
|||||
| 2012 © ReCS | coordinamento@recs.it | man made | |||